8 REGOLE PER MOTIVARE I COLLABORATORI

Quando si parla di sistema di crescita e di valorizzazione delle risorse umane bisogna assolutamente riferirci ad alcuni principi cardine che costituiscono l’ossatura portante dell’impianto. Non si può pensare di creare Uomini Azienda senza far propri alcuni concetti basilari che potrebbero, a buon diritto, essere considerati come veri e propri pilastri della gestione delle persone in azienda. Sono, ad onor del vero,  universalmente applicabili a qualunque contesto di buone relazioni sociali e probabilmente sono la migliore sintesi del buon senso e della tolleranza. Naturalmente non possono essere utilizzati dall’imprenditore a spot o “quando ci si ricorda”. Il nuovo gioco del Manager oggi consiste nell’essere un esperto delle relazioni umane oltre che un competente utilizzatore di strumenti di management e sistemi di gestione finanziaria.

Questi otto suggerimenti sono veramente la linfa vitale di una azienda di successo, forgiatrice di Uomini Azienda e dovrebbero ispirare ogni imprenditore nel suo quotidiano confrontarsi con i problemi e le difficoltà. Ecco gli otto principi:

1. La gente è desiderosa di fare del proprio meglio e lo farà, fino a quando non viene demotivata in merito.

2. La maggior parte delle lamentele non si basano sulla cattiva condotta, ma sui malintesi.

3. Solamente il contatto personale può ripristinare la comprensione.

4. Raramente si pone rimedio a critiche o espressioni di collera scritte, scrivendo ulteriormente. Una frattura causata da uno scritto è solitamente suscettibile di essere riparata solo da un contatto personale. La morale è, quindi, non causate fratture con comunicazioni scritte cariche di astio.

5. Non lasciate che un errore individuato si trascini. Occupatevene e correggetelo quando lo trovate.

6. Non accumulate “punti a sfavore” a carico di un collaboratore prima di agire. Dimenticate i vecchi “punti a sfavore” una volta corretti.

7. Un collaboratore ha la sua versione dei fatti. In veste di colui che svolge la mansione, egli ha dati più validi del manager che lo guida. Ascoltate e ponete domande prima di decidere di sdegnarvi.

8. Il solo capitale che un manager abbia a disposizione è la buona volontà di lavorare di coloro che collaborano con lui. Preservatela. Non si può imporre a nessuno di “farsi in quattro”. Tali sistemi perdono sempre. Persino quando un uomo viene frustato, il lavoro che poi egli svolge deriva esclusivamente dalla sua volontà. Volontà che la collera ha ridotto notevolmente.

La differenza di base tra le aziende che funzionano e quelle che stentano è semplicemente il fatto che c’è qualcuno a cui sta a cuore ciò che accade all’azienda stessa. Individui la cui filosofia di vita viene manifestata attraverso il prendere a cuore solamente se stessi o i propri interessi non saranno mai ne dei buoni manager ne dei veri Uomini Azienda. La cultura e la mentalità dell’avere a cuore l’azienda si deve manifestare innanzi tutto al vertice dell’azienda non come nota esclusiva da parte del manager ma come principio e valore sul quale lavorare, comunicare e tenere presente in ogni approccio o incontro.

Un buon manager si prende cura dei propri collaboratori. Si prende anche cura dell’azienda. Una persona orientata solamente verso i collaboratori in quanto tali finisce per danneggiare i collaboratori stessi.

Un manager orientato solamente verso i collaboratori manca della visione d’insieme. Egli non riesce a concepire l’idea che il benessere di tutti richiede di tener conto dell’interesse dei collaboratori E anche dell’interesse dell’azienda.

Uno studio condotto su questi manager ha trovato che essi hanno una scarsa capacità d’identificare la sorgente corretta di un problema quando ne incontrano uno e che spesso si indirizzano verso la “soluzione” dell’effetto. In parole povere di fronte ad una emicrania persistente da giorni e giorni si limiterebbero per intere settimane a trovare una fornitore economico di prodotti antidolorifici. Nessuna attenzione alle cause.  Una tale persona non riesce a vedere e a risolvere i problemi reali che si ritrova attorno.

Quindi, nel cercare tra i propri collaboratori quelli più inclini a diventare in un futuro dei veri e propri Uomini Azienda, un manager dovrebbe tenere d’occhio se alla persona in esame  stanno a cuore solamente i collaboratori e non l’azienda, se è solo interessato a quello che lui o i colleghi possono cavare da un’azienda, significa che vi trovate di fronte a qualcuno che, a lungo andare, ridurrà sul lastrico sia il singolo che il gruppo.

A un buon manager sta a cuore ciò che accade, ciò che si spende, la prosperità a cui si può arrivare, il modo in cui viene svolto il lavoro, l’aspetto dei locali e come se la passano veramente i collaboratori. Si dà da fare per mantenere le cose in funzione e rimuove ciò che ostacola il progresso.

Avere o non avere a cuore ciò che accade è la differenza di base. 

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