AZIENDE DINAMICHE

Per un imprenditore, un manager o per chiunque abbia una “cosa da farsi”, organizzare vuole dire – alla lettera – stabilire modi e tempi per farla, predisponendo o procurandosi tutto ciò che è necessario. Per preparare un buon piatto di spaghetti alla carbonara, ad una massaia è sufficiente disporre degli strumenti (ingredienti, pentola, fornello e scolapasta) e conoscere le procedure (il “come” bisogna fare). Nel sistema azienda l’organizzazione è decisamente più complessa e in primo luogo riguarda la creazione di una struttura, cioè di un insieme che in relazioni di interdipendenza sia funzionale alla realizzazione dei piani e al conseguimento degli obiettivi.

Benché un’azienda segua una sua routine, caratterizzata da attività cicliche e sequenziali che si ripetono nel tempo (ad esempio per un caseificio l’acquisizione di materie prime, la loro trasformazione e infine la distribuzione dei prodotti sul mercato), l’organizzare è un processo dinamico che va ben oltre la costituzione e l’attivazione di una struttura.  E un’organizzazione non è semplicemente un edificio o un capannone in cui vigono determinate regole e procedure. Le organizzazioni sono fatte da persone ed è l’efficacia e l’efficienza del loro interagire che ne decreta il successo.

Quale che sia il modello organizzativo, condizioni interne (ad esempio il venir meno di risorse umane o finanziarie) ed esterne (ad esempio nuovi trend di mercato o la comparsa di più competitivi concorrenti) spesso esigono dei tempestivi rimaneggiamenti e aggiustamenti o addirittura dei cambi o delle inversioni di rotta. Di fronte ad un problema o ad un inconveniente chi ha ruoli di qualche responsabilità deve porsi la domanda “Come posso organizzarmi per evitare che si ripresenti in futuro?”. Di fronte a una minaccia deve chiedersi “Come posso organizzarmi per scongiurarla o ridurla?”.

Il successo in un ambiente di lavoro, sia a livello individuale che collettivo, è legato ad un processo di miglioramento continuo che si sviluppa organizzandosi per la soluzione di nuovi e spesso più complessi problemi. Quella di non smettere mai di migliorare è una filosofia che nel management è stata codificata e applicata negli anni ’80 in Giappone, in particolare alla Toyota, dove è stata definita kaizen (che significa cambiamento in meglio). Un concetto chiave in Toyota è che nessun processo può mai essere dichiarato perfetto, ma può sempre essere migliorato.

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