CONSIDERAZIONI SU COME FAR CRESCERE L’AZIENDA

Ho ritrovato alcuni vecchi appunti di quando studiavo management d’impresa alcuni anni or sono. Un testo molto valido sulla corretta gestione d’azienda. Ci ho trovato un mucchio di cose vere e ancora attuali. Ve li propongo.

…La differenza fra una persona competente ed una incompetente si manifesta nel suo ambiente.

Una persona è effetto del proprio ambiente oppure è in grado di influenzarlo.

Gli psicologi del XIX secolo sostenevano che l’uomo doveva “adattarsi al proprio ambiente”. La verità è che l’uomo ha successo nella misura in cui adatta l’ambiente a se stesso. Essere competenti significa essere capaci di controllare e far funzionare le cose presenti nell’ambiente e l’ambiente stesso. Quando ci sono degli attrezzi rotti attorno al meccanico che ne è responsabile, egli sta chiaramente dimostrando la sua incompetenza, cioè la sua incapacità di controllare le cose presenti nel suo ambiente e di adattare l’ambiente di cui è responsabile: i motori. 

Il know-how, l’attenzione e il desiderio di essere efficienti fanno tutti parte della capacità di controllare l’ambiente. I propri “standard” (il grado di correttezza che si sta cercando di stabilire e mantenere) sono direttamente collegati al proprio desiderio di avere un ambiente sotto controllo. Il conseguimento dei propri standard non avviene tramite il criticismo, bensì esercitando controllo sul proprio ambiente e dirigendo efficacemente le risorse verso una scena più ideale.

Il controllo dell’ambiente comincia da se stessi. Poi si estende ai propri effetti personali, abbigliamento, strumenti, attrezzature. Si estende ulteriormente alle cose di cui si è responsabili nell’ambiente. Quindi si estende al di fuori, all’intero ambiente, alle persone, all’azienda e al mondo in generale.

Se è presente un po’ di know-how, o se esso viene colto tramite l’osservazione, le persone positive fanno andare le cose per il verso giusto. I negativi rimangono intenzionalmente ignoranti oppure acquisiscono know-how e lo usano per impedire che le cose vadano bene.

Questo fatto è brutale ma va detto. Gli atti dei negativi non sono involontari, né dovuti all’ignoranza. Sono intenzionali, non sono azioni inconsapevoli. Perciò, intorno a loro le cose vanno per il verso sbagliato.

In realtà, non si può stabilire la differenza tra la persona positiva e quella negativa basandosi sul loro comportamento. La si può stabilire solamente basandosi sui risultati che ottengono. I risultati della persona positiva è un aumentato benessere. Quello della persona negativa è un danno. Poiché ciò viene spesso mascherato da ingegnose spiegazioni, esso non riceve l’attenzione che si merita.

Un’area o attività investita da un afflusso di nuove persone inserite o di nuovi clienti tende a perdere stabilità. L’ambiente viene maltrattato, le cose vanno fuori controllo. Gradualmente, lavorando per mettere ordine, gli standard vengono di nuovo raggiunti.

Man mano che un’azienda si espande, attraversa vari stadi e momenti. Questo è abbastanza normale, visto che, conquistando nuove porzioni di mercato e assunzioni di nuovo personale, si permette l’ingresso a una quantità sempre maggiore di persone che portano con sé scarsa familiarità e scarso know how, nonostante  esse siano una piccola percentuale rispetto alle persone positive già presenti. L’ordine viene ristabilito e le tendenze alla crescita vengono ripristinate nella misura in cui le persone positive cominciano ad allargare il raggio di azione e ad occuparsi delle persone nuove che le circondano e man mano che queste ultime vengono rese produttive.

Perciò si hanno tendenze verso il basso e tendenze verso l’alto. Non appena un gruppo comincia a sentirsi più forte e consolidato, prende di mira nuove porzioni di mercato da conquistare. Questo include una quantità maggiore di persone, di amministrazione e di spazi. Inizia così una tendenza verso il basso. Poi le persone positive iniziano ad occuparsi efficacemente delle persone nuove e comincia la tendenza verso l’alto. Probabilmente questa è anche la ragione che sta alla base degli alti e bassi che caratterizzano la crescita.

L’errore sarebbe attribuire la responsabilità del momento di calo al fatto di aver inserito persone nuove.

Non appena ciò succede, la tendenza verso il basso diventa permanente e si instaura la decadenza culturale. Naturalmente, un gruppo che si espande rapidamente in una economia in decadenza va esso stesso soggetto a tendenze cicliche verso il basso e verso l’alto e deve prendere delle misure straordinarie per controbattere le conseguenze dell’espansione, al fine di poter mantenere un certo tasso di crescita.

Il singolo membro di un gruppo può valutare il proprio progresso in base a quanto aumenta la sua capacità di occuparsi di se stesso, del proprio posto e dell’ambiente, e in base a quanto migliora il gruppo stesso grazie al lavoro da lui svolto al suo interno. Un gruppo che rende il proprio equipaggiamento e il proprio ambiente più disordinati di quanto fossero in precedenza, e non li migliora, naturalmente deve essere riorganizzato prima che perisca.

Nessun gruppo può rilassarsi e aspettarsi che i suoi “pezzi grossi” siano gli unici a sostenere il peso. Il gruppo è composto di singoli membri, non di soli “pezzi grossi”. La sopravvivenza di un gruppo dipende dalla capacità dei suoi membri, presi individualmente, di controllare il proprio ambiente e di insistere affinché anche gli altri membri del gruppo controllino il loro. Questa è l’essenza che compone la crescita e il benessere…

5 pensieri riguardo “CONSIDERAZIONI SU COME FAR CRESCERE L’AZIENDA

  1. Bellissimo articolo Flavio, io ho avuto la fortuna di lavorare in un’azienda che e’ passata da 23 agenti me compreso vedendola arrivare a 500 agenti, le dinamiche di cui parli le ho viste succedere.

  2. Ciao Flavio, grazie per queste considerazioni. Ho avuto bisogno di leggere l’articolo un paio di volte, é profondo, ed é anche molto interessante. L’esempio del meccanico e degli attrezzi che ha intorno per riparare i motori della sua officina, é proprio una bella immagine, che vale più di tante spiegazioni.

  3. Molto molto interessante. Sarebbe bello sapere su che libro hai studiato Flavio. Magari faccio una capatina in Salaborsa a prenderne una copia!!

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