CREARE GRUPPI MOTIVATI

Il team 2.0. Che cos’è?

Partiamo dall’inizio. Siamo abituati a pensare e a confrontarci con il concetto di gruppo secondo uno schema definito che recita: “un gruppo è un insieme di individui che hanno in comune uno scopo, principi etici e motivazioni”. Per dar seguito a questo concetto, i gruppi si sono attrezzati nel tempo con organigrammi verticali, gerarchie e funzioni definite e blindate, ruoli stabili e circoscritti. Un tale sistema garantiva una crescita e una stabilità organizzativa utile e necessaria a far espandere un impresa che si fondava sul proprio prodotto/servizio. Oggi una tale definizione è ancora valida ma sempre più sta evolvendo verso un nuovo significato.

Trasversalità, interazione, complementarietà. Ecco le nuove regole che governeranno i gruppi e, quindi, le aziende del prossimo futuro. Una costante interazione tra i manager e i collaboratori. Tra la proprietà e le proprie maestranze. Tra clienti e impresa.

Coinvolgere vale molto di più che imporre.

Ascoltare vale molto di più che comandare.

Condividere vale molto di più che ordinare.

Concetti che dovranno attraversare non solo i titolari, i manager, i collaboratori all’interno delle proprie realtà ma anche i clienti, i fornitori, i partner e tutti quegli attori che dall’esterno aiutano e completano l’attività dell’impresa.

Non c’è più spazio per l’azienda che opera come un orticello. Ci saranno sempre meno possibilità di crescita per l’impresa che cerca di farcela nel proprio settore cercando di rimanere da sola e senza interazione con gli altri operatori o con la comunità del suo territorio.

È finita un’epoca. Bisogna farsene una ragione.

Questo cambiamento sta procurando un sacco di difficoltà alla PMI italiana abituata com’è ad una sua area di eccellenza e di mercato conquistato con la qualità e l’impegno piuttosto che con la capacità di creare relazioni eccellenti con i collaboratori e con i clienti e fornitori.

Nella mia, ormai decennale, esperienza di gestione d’impresa e di consulenza alle imprese, troppo frequentemente trovo imprenditori e manager che sono in conflitto con i propri collaboratori, che cercano di gestire al meglio “tutti i problemi che gli creano i clienti”, per non parlare delle nuove generazioni che si arrendono di fronte ai loro genitori, che hanno creato l’azienda, e che non riescono a convincere del mondo che è cambiato.

Ognuno di loro ha un unico comune denominatore: Una capacità di relazione a un livello oggi inadeguato a fare impresa con successo.

Questo primo step è assente e da li a scendere manca la cultura di come si crea un team, affiatamento e cooperazione tra le persone e utilizzo di tutti quegli strumenti (incontri individuali, riunioni di motivazione, formazione di gruppo, coinvolgimento nelle mete e negli obbiettivi) che sono indispensabili per crescere come gruppo e vincere insieme.

Devono essere sviluppate le competenze relazionali, ovvero le capacità individuali di riuscire a creare dialogo e comprensione tra le persone. Un manager oggi dovrebbe acculturarsi su come migliorare il proprio livello di comunicazione e di sintonia con gli altri. Studiare dei libri, frequentare dei seminari, partecipare a corsi e allenarsi all’interesse disinteressato. Si deve iniziare dalla base. Aspetti come l’ascolto attivo compongono il cuore delle relazioni interpersonali di successo.

Continuo a portare avanti la mia personale battaglia. Un mondo della PMI nel quale la persona di valore riesca ad aggregarsi ad altri individui di valore e a vincere professionalmente e personalmente. Vincere in un luogo dove si respiri voglia di star bene insieme e di creare valore per il proprio mercato.

Un mondo migliore, insomma, che inizi da qui.

2 pensieri riguardo “CREARE GRUPPI MOTIVATI

  1. Ho avuto modo di conoscerti, anche se indirettamente, al convegno di Agit a Verona. Seguendo i tuoi consigli ho cambiato radicalmente il modo di affrontare l’ambiente di lavoro del mio studio, con risultati inimmaginabili. Oggi tocco con mano la differenza tra essere un leader di uno studio ed il “semplice titolare”….. Complimenti.

  2. Gent.mo Antonio,
    grazie di cuore per le belle parole e bravo soprattutto per aver messo in atto con successo le indicazioni fornite.
    Sono sempre a disposizione per aiuto e supporto.
    buon lavoro.
    Flavio Cabrini

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