CREARE L’AZIENDA

Tra le mille e una cose importanti che un consulente d’azienda come me deve sempre ricordare, ce ne sono una manciata, più o meno 10 che sono da considerarsi vitali. Sono così tanti e insidiosi i dettagli che mi potrebbero colpire nello svolgere la consulenza alle aziende che corro molto frequentemente il rischio di finirci coinvolto a capofitto, perdere la bussola e ritrovarmi a fare il “trouble buster” (il sistema-tutto, il tamponatore dei problemi).

Di tanto in tanto mi devo fermare, fare un profondo respiro, fissare qualche punto lontano dell’orizzonte e iniziare a rifocalizzare con calma quello che più di ogni altra cosa mette in moto un’attività. Ebbene, la prima questione che mi pongo sempre è: “Questo imprenditore sta sognando? Sta creando? Sta generando nuovi scenari e progetti che siano ispirati da qualcosa di più elevato del mero guadagno? Sta operando in maniera tale da trascendere o sublimare il semplice fare business?

Se la risposta è no o non abbastanza, allora so che qualsiasi rimedio organizzativo possa intraprendere nella sua impresa non solo verrà vanificato nei risultati finali ma troverà una più o meno grande resistenza alla sua attuazione. Ci saranno problemi sempre più complessi da affrontare e molte delle soluzioni attuate oggi diverranno i problemi di domani.

Se la risposta, invece, è positiva o prevalentemente positiva, allora divento immediatamente consapevole che i processi fluiranno molto più facilmente e che le soluzioni organizzative troveranno migliore disponibilità nelle persone coinvolte e che le opportunità di miglioramento della scena esistente saranno dietro ad ogni angolo.

Ci sono, a mio parere, alcuni principi filosofici e umanistici che sono più che mai applicabili al fare impresa. Uno di quelli più fondamentali è il concetto di creare. Ogni volta che un individuo è impegnato in azioni di creazione, esso sale rapidamente la scala della emotività e sviluppa una capacità di coinvolgimento e comunicazione con il mondo circostante e con le persone che gli stanno attorno di gran lunga più elevato. Le persone impegnate a creare o generare idee, progetti, imprese sono persone fortunate. La loro principale fortuna risiede nel fattore stesso della creazione. Stanno svolgendo l’attività più importante e remunerativa che si possa concepire a livello esistenziale. È qualcosa di assimilabile al concetto di “stato nascente” nel processo di innamoramento descritto da Francesco Alberoni. (Nello stato nascente l’individuo diventa capace di fondersi con un altra persona e creare una nuova collettività ad altissima solidarietà. – tratto dal libro: Innamoramento e amore)

Allora da qui un grande insegnamento per me e per il mio lavoro. CREARE è una delle più importanti attività che un imprenditore o un manager possano svolgere. La creazione mantiene giovane l’impresa, i propri collaboratori e i clienti. Tornare a creare è la cura a moltissimi mali aziendali. Creare è non fermarsi mai. Un vecchio proverbio recita: “chi si ferma è perduto”  io, oggi, aggiungerei che non solo si perde ma diventa davvero molto, molto triste.

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