CRISI E IPNOSI

Parlando recentemente con alcuni clienti che stavano ottenendo dei buoni risultati di crescita in azienda sono stato colpito dal fatto che fossero comunque profondamente preoccupati delle future sorti dell’economia italiana. Preoccupati di quello che sarebbe successo al loro denaro, alle loro proprietà e ai loro collaboratori. Ansiosi di perdere quanto avevano costruito in lunghi anni di duro lavoro e di sacrifici.

Dopo averli ascoltati e rassicurati mi sono poi chiesto da dove davvero scaturisse un tale stato d’animo in imprenditori che comunque stavano andando bene, con aziende prospere e finanziariamente solide. Aziende che avevano progetti di crescita e di sviluppo. Imprese che erano, in alcuni casi, dei riferimenti nel loro settore, nel loro territorio e nella loro comunità.

Fermo restando che non stiamo attraversando un bel periodo, per usare un eufemismo, ma che ci troviamo nel mezzo di un ciclo economico veramente difficile ed incerto e che questo potrebbe ben giustificare un tale stato emotivo, ho voluto riflettere su quanto stava accadendo sforzarmi di andare oltre l’apparente normalità di tali comportamenti.

Sono giunto alla conclusione che ci troviamo di fronte a due fattori distinti e congiunti: la CRISI e l’IPNOSI.

La CRISI c’è. Esiste. È reale. Ma questa crisi altro non è che un grande, un enorme, un gigantesco cambiamento del sistema. Un capovolgimento di un apparato che aveva prodotto ricchezza e prosperità fin oltre le proprie possibilità e che è crollato su se stesso. E da qui si sprecano i consigli e le indicazioni di come e cosa cambiare per continuare ad esistere, crescere ed espandere in questo mutamento strutturale totale.

Ogni azienda si è trovata, suo malgrado, a confrontarsi con nuove sfide, nuovi scenari, nuove economie e nuove competenze. Chi sta vincendo queste sfide cresce e crea profitti anche in un periodo difficile come quello odierno.

Fino a qui ciò che serve, per dirla in soldoni, è darsi un gran da fare per cambiare e diventare adatti al nuovo sistema. Potrà non renderci allegri. Preferiremmo altri scenari. Ma più di questo non crea.

Purtroppo entra in gioco l’altro fattore: l’IPNOSI. Questa è la parte più terribile. L’ipnosi, tecnicamente parlando, altro non è che un flusso costante e continuo di comunicazione a cui non ci si riesce ad opporre. Lo si subisce e basta. Produce uno stato di realtà fittizia e, in un tale stato, si vedono, si pensano e si percepiscono cose indotte dal messaggio ipnotico prodotto.

L’ipnosi a cui siamo sottoposti è determinata da tutti quei canali di informazione che ci colpiscono quotidianamente. Non sto parlando solamente della TV o della radio ma anche di Internet, della carta stampata e di tutti coloro che, non rendendosi conto di essere vittime a loro volta di tale bombardamento, ritrasmettono gli stessi messaggi. Ognuno di questi canali/persone sta costantemente diffondendo messaggi di negatività, di fallimento, di bancarotta e di disastri che privano del concetto del futuro tutti coloro che ne sono vittime. Un tale costante flusso induce le persone ad uno stato mentale di negatività. Una sorta di Matrix nel quale, perdendo il senso del futuro, l’imprenditore inizia a progettare di meno, a creare di meno, ad investire di meno. Smette di imprendere.

Se questo succede a noi immaginiamo quello che può succedere ad un venditore che si sente ripetere dalla maggior parte dei clienti che visita che tutto va male e che non si riesce più ad andare avanti.

E questo non ha niente a che fare con la crisi ma ha a che fare con l’ipnosi collettiva a cui siamo tutti sottoposti.

Che fare?

Svegliarsi. Questa è la prima cosa. Smettere di credere a tutto quello che di negativo ci propinano quotidianamente. Un amico e un bravissimo formatore, Eusebio Gualino della Gessi SpA, insiste ormai da anni a ripetere di non guardare più la televisione, di non leggere più i giornali o di non ascoltare più i giornali radio. Se una persona riuscisse a non farlo, dice Eusebio per almeno un mese, si ritroverebbe con un tono emotivo più alto e una rinnovata e fresca voglia di fare con energia ed entusiasmo. Io ci credo.

La TV, i giornali, le radio, una parte di internet campano sulle disgrazie. Più disgrazie raccontano e più vendono. Non possiamo annichilirci perché qualcuno deve vendere pubblicità.

Dobbiamo renderci conto che siamo dentro in una sorta di videogame dove gran parte dei comandi dei joystick non sono nelle nostre mani. Ma noi abbiamo il potere di scelta. Possiamo decidere di continuare a giocare il gioco oppure cambiare le regole e non giocare più a questa attività finalizzata al massacro. Capire che possiamo e dobbiamo comunicare in maniera più positiva e crescere consapevoli che il nostro destino è nelle nostre mani.

Frequenta persone positive. Smetti di prestare l’orecchio alla negatività e al disastro. Diventa tu stesso un portatore sano di energia e di entusiasmo. Anche la positività è contagiosa! Dietro a questa c’è futuro. E quando c’è futuro noi tutti stiamo meglio e ci espandiamo.

2 pensieri riguardo “CRISI E IPNOSI

  1. Buongiono Flavio
    Sono partito in tromba per lasciarti un commento poi mi sono detto che dire .
    Bravo Bravo
    e grazie del consiglio prezioso che mi hai dato
    ciao e buona giornata
    nicola picardo

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