I BRIGANTI DEI TEMPI MODERNI di Paolo Ruggeri

Da sempre ritengo Paolo un amico speciale e un’imprenditore di qualità rara. Non volevo farmi mancare una sua ultima riflessione sui tempi che viviamo.

Ritengo che la crisi finanziaria che attanaglia il nostro paese più che una vera crisi economica, sia una crisi di valori generata dall’avidità di tre forze ben distinte: la finanza, la grande impresa spersonalizzata (quella in cui il fondatore dell’azienda non è più presente) e la quasi totale assenza di etica ed onestà che caratterizza i nostri politici.

Tutte e tre queste forze hanno un comune denominatore:l’avidità. L’avidità di tangenti e di potere, l’avidità di utili a tutti i costi, l’avidità di guadagni non importa da dove vengono. L’avidità delle grandi imprese (non voglio generalizzare. Generalmente dove l’imprenditore che l’ha fondata è ancora presente in azienda, l’impresa non si comporta così) le porta a cercare di fare utili a tutti i costi non importa
se l’indotto va in malora, le persone che lavorano nella finanza invece sono vere e proprie cavallette che speculano sulle spalle di chi il valore lo produce davvero: la piccola e media impresa, i professionisti e le persone comuni. La politica non ha bisogno di parole che la descrivano, infatti è evidente che la maggior parte di loro sono dei briganti che vivono di compromessi e privilegi.

Queste tre forze prendono e basta senza restituire niente alla società. Gli Olivetti, grandi imprenditori che avevano a cuore il
territorio dove lavoravano, non esistono più…

Cosa fanno queste tre forze, invece, quando diventa evidente che il sistema gestito come vogliono loro sembra “andare a puttane”? Scaricano le colpe. Non dicono chiaramente: “Siamo stati troppo avidi”, “Abbiamo preso senza restituire niente”, “Abbiamo troppi privilegi”. No. Devono trovare un capro espiatorio verso il quale indirizzare la rabbia o il discontento. I capri espiatori sono due:

a) I piccoli e medi imprenditori e i professionisti (che vengono addidati come “evasori”). Facci caso: non è pur vero che
ogni volta in cui le cose nel paese vanno male, salta fuori un politico a dire che “il problema è l’evasione” e via di cifre… 200 miliardi, 100 miliardi, ecc.

“Dobbiamo far pagare i ticket perché ci sono gli evasori..”.

Non parlano delle loro società alle Cayman Islands che usano per ripulire gli utili in modo professionale o per possedere gli immobili a Montecarlo, non parlano delle case al Colosseo acquistate per una miseria, ecc, ecc. Loro invece deflettono l’attenzione e la girano sugli “evasori” che sarebbero poi quelli che guidano i SUV o le BMW (loro non le hanno perché hanno le auto blu o fanno noleggio con conducente…).

Il sistema fiscale che si applica a un libero professionista italiano è VERGOGNOSO: non possono scaricare quasi niente e nella maggior parte dei casi il sistema previdenziale effettua delle vere e proprie rapine (per finanziare, tra l’altro, i privilegi della classe politica che va in pensione dopo due anni di legislatura…).

b) Il secondo capro espiatorio, cioè il secondo motivo per il uguale secondo loro il paese Italia va male è la scarsa produttività della nostra forza lavoro. QUESTA E’ UNA GRANDISSIMA BALLA. Gli italiani sono dei grandi lavoratori e quest’estate mi rendevo conto di come, rispetto per esempio agli americani, siamo molto meno attenti agli orari di lavoro. Vai in un’azienda italiana alle 7 e mezza di sera e vedrai della gente che lavora. Vai in un’azienda americana alle 7 e vedrai il deserto.

Il problema, semmai, è il fatto che un dipendente italiano costa tanto (ma non per pagare lui, ma per finanziare tutto il sistema bacato che consuma ricchezza e nella fattispecie: la grande impresa spersonalizzata, la finanza e la politica corrotta).

La finanza, la grande impresa spersonalizzata (quella dove non c’è più un titolare legato al territorio) e la politica corrotta (cioè quasi tutta la politica del nostro paese) sono tre forze guidate dall’avidità: vogliono prendere e basta senza voler restituire niente.

Non dovremmo farci la guerra tra imprenditori e collaboratori dell’impresa, con dovremmo farci la guerra tra concorrenti. Dovremmo invece riconoscere quali sono le forze che stanno avvelenando e impoverendo un po’ per volta la nostra società.

Non abbiamo bisogno di grandi imprese che prendono dal territorio dove operano senza restituire. Producono solo posti di lavoro che alla meglio vengono remunerati come alla Mc Donald.

Non abbiamo bisogno di promotori finanziari che impoveriscono la nostra gente e i nostri anziani vendendo prodotti finanziari fasulli sui quali tra le altre cose loro prendono delle provvigioni.

E non abbiamo bisogno di questi politici. Sono corrotti e fuori etica. Brutta gente.

L’Italia pur con tutti i suoi limiti è un grande paese. Gli Italiani sono gente in gamba. Il nostro problema non siamo noi ma sono le tre entità di cui sopra, i briganti dei tempi moderni.

Paolo Ruggeri

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