Il Manager di pensiero e d’azione

Le capacità manageriali delle figure che dirigono un’azienda si rivelano proprio nella gestione operativa, ma come ha lasciato scritto il generale André Beaufre (autore di una serie di libri sull’arte militare) “i grandi condottieri furono uomini di pensiero e di azione”. Ed è il pensiero che porta ad elaborare delle strategie che poi ispirano l’azione. Il successo di una organizzazione è perciò determinato dalla gestione strategica e da come essa viene esecutivamente messa in pratica nella gestione operativa.

La gestione operativa riguarda il quotidiano, il presente. La gestione strategica guarda al domani, al futuro, a quello che può accadere in termini di minacce e di opportunità. Una strategia può essere difensiva o offensiva, a seconda degli scenari che si prospettano. Ma una strategia dietro a una decisione che attiene all’assetto o alle politiche di un’azienda, dietro a una scelta o a una non scelta, deve comunque esserci.

Quando un’azienda nasce alla sua base c’è sempre una chiara strategia. L’imprenditore sa cosa vuole e sa cosa deve fare per ottenere il suo scopo. Spesso però, con l’andare del tempo, ci si adagia sull’alibi “abbiamo sempre fatto così”, come se le cose che funzionano dovessero per forza funzionare in eterno. Tutto attorno inesorabilmente cambia ma la strategia dell’azienda resta quella di partenza. Se c’era un vantaggio competitivo, gradualmente si erode e si perde. E comincia il declino.

Nella vita delle aziende c’è sempre una sorta di bivio: nascono, crescono e nella loro fase evolutiva raggiungono una stabilità. A quel punto o interviene un rilancio, oppure subentra il declino.

 

Estratto dal nuovo manuale su: Organizzare l’impresa

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