LA MOTIVAZIONE di Flavio Cabrini

I tempi moderni spingono verso un modello di impresa che focalizza l’attenzione sui capitali “Intangibili” piuttosto che su quelli “Tangibili”; alla base di questo tipo di azienda ci sono gruppi di collaboratori estremamente motivati da leader che non ripongono la loro attenzione solo sull’operatività immediata di ogni singola persona ma sul coinvolgimento emotivo e relazionale dei propri collaboratori.

La gestione di un gruppo di lavoro può essere classificata in tre differenti tipologie: depersonificazione, dominazione e relazione.

La prima categoria (depersonificazione) è messa in pratica dal manager convinto di essere in una “posizione superiore” e fa’ sì che alle sue dipendenze ci siano persone deboli, facili da controllare e da poter sottomettere. Agisce convinto di poter migliorare le persone evidenziando i loro difetti ottenendo, in realtà, un peggioramento generale dell’ambiente lavorativo. Nel secondo metodo (dominazione) il manager crea allarmismo per ottenere obbedienza. L’imposizione di regole ferree e l’attuazione di sanzioni per eventuali mancati adempimenti, provocano turbamenti nei collaboratori e conflitti all’interno dei gruppi di lavoro. Questo è il manager che cerca di imporsi in ogni modo e nella sua azienda diventa rilevante concentrarsi sulle emergenze piuttosto che interagire al meglio per sviluppare una struttura efficiente.

Il terzo metodo (relazione) è quello ideale. E’ in questo caso che il manager opera utilizzando la sua carica positiva, la creatività, l’esempio e la fiducia per migliorare chi gli sta intorno, indirizzandolo così verso un livello di azione costruttiva nel tempo. Questo modo di agire mira al successo e a mantenere uno stato d’animo positivo nei propri uomini senza perdere di vista gli interessi dell’azienda. Nell’impresa contemporanea è dunque vitale che operino dirigenti in grado di rifiutare “l’autorità fine a se stessa” in quanto, di fatto, riduce l’efficienza delle persone. Il manager o l’imprenditore del XXI secolo deve assolutamente diventare un leader capace di coinvolgere, emozionando, tutta la sua squadra! Il futuro è ormai chiaro: “il solo potere che avrà successo deriverà dalla ragione e dalla capacità di relazionarsi in modo costruttivo con i propri collaboratori”.

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