L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE

Per ogni membro del  gruppo dovrebbe esistere un piano formativo che includa aspetti specialistici del ruolo e non. La mancanza di  una partecipazione alle attività formative porta un collaboratore inevitabilmente a condotte non conformi alle aspettative e ai risultati.

Qualunque piena integrazione all’interno di  un’azienda richiede formazione individuale e di squadra. Solo laddove un membro del gruppo non sarà formato per svolgere appieno il proprio ruolo, sorgeranno delle difficoltà.

Se vi chiedete: “Chi non è formato per quanto riguarda il suo posto?”, potrete rispondere alla domanda “Chi sta prevalentemente causando guai?”. La formazione, di grande o piccola portata che sia, è vitale per ogni membro di un gruppo.

Una formazione fondamentale ai membri del gruppo, per quanto minima, deve esistere e deve essere fatta. Altrimenti ai membri del gruppo mancheranno i punti di accordo fondamentali che formano l’organizzazione nel suo complesso, riducendo l’efficacia dei prodotti/servizi verso la clientela.

La formazione va indirizzata ad aspetti pratici e non deve richiedere tempi troppo lunghi. L’idea che ci vogliano 12 anni per diventare un bravo operaio specializzato è falsa. Non è il TEMPO a determinare la qualità della formazione; ciò che la determina sono la quantità dei dati applicabili imparati e la quantità delle abilità tecniche apprese con successo negli esercizi.

Il fatto che la società, attualmente, dia una grande importanza al tempo è un’idea fuorviante. Il prodotto finale della formazione è la capacità di imparare e di applicare i dati, non è la vecchiaia. La velocità della formazione stabilisce, in notevole misura, il fattore espansione di un gruppo e funziona come elemento di prevenzione di eventuali problemi.

La formazione si indirizza a due aspetti principali: la prima è la formazione in quanto membro del gruppo (conoscere i valori del gruppo, aver fatte proprie le mete del gruppo, capacità di sviluppare relazioni e alleanze interne con i propri colleghi e superiori, sviluppo di un approccio collaborativo e di un atteggiamento positivo ed efficace) e la seconda è la formazione specialistica per il ruolo che viene svolto (corsi tecnici di perfezionamento e aggiornamento). Troppo spesso le aziende agiscono solo sul secondo binario, pensando erroneamente che migliorando gli aspetti specialistici otterranno un miglior collaboratore. Invece, per un nuovo collaboratore (ma vale anche per quello già presente in azienda), l’attività primaria è la formazione come membro del gruppo, prima ancora che lo sviluppo della sua competenza tecnica.

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