MOTIVARE O NON MOTIVARE?

Spesso l’imprenditore o il manager si astiene dal manifestare pubblicamente apprezzamenti individuali per due ragioni: 1) Pensa di creare risentimenti in quanti non li hanno ricevuti, generando in costoro invidie o demotivazione; 2) Teme che i dipendenti elogiati ne approfitteranno per chiedere aumenti retributivi, gratifiche economiche o avanzamenti di carriera.

Motivare o non motivare

Si tratta di remore infondate. In entrambi i casi si tratta di comportamenti estranei a chi ha a cuore le sorti dell’azienda e semmai tipici di quelli che noi definiamo “scollaboratori”, gente cioè che rema contro, le “mele marce”. Trattenersi dal dire un “bravo” a qualcuno che se l’è meritato perché qualche altro potrebbe esserne contrariato significa piegarsi a chi in azienda porta solo negatività a scapito delle persone positive e valide, lasciando campo libero agli elementi peggiori che in fatto di motivazione lanceranno certamente ben altro genere di segnali. Le persone vanno motivate anche attraverso un riconoscimento della bontà del loro operato. E su chi mugugna va fatta una profonda riflessione, valutando se davvero convenga tenerlo in azienda o non sia il caso di cercare in giro qualcuno di meglio.

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