RELAZIONE TRA COMUNICAZIONE E LEADERSHIP di Flavio Cabrini

Che esista una relazione tra questi due elementi è facilmente intuibile.  Forse lo sono meno gli aspetti pratici con cui questi due fattori si manifestano.

Nei percorso base di formazione sulla leadership e sulla gestione delle R.U. vi sono molti accenni alla capacità che un buon leader deve avere per riuscire ad interagire con i propri collaboratori. Le attività che hanno a che fare con il motivare le persone, il condividere le mete, il guidare il gruppo, la gestione delle riunioni per non parlare dello spronare verso gli obiettivi sono tutte attività che ottengono più successo nella misura in cui il fattore della capacità relazionale del Leader è alta.

Si possono citare qui di seguito le cinque regole auree del buon leader in materia di capacità relazionale all’interno dell’azienda:

  1. Il leader deve rendersi conto che una delle sue missioni fondamentali consiste nella sua capacità di interpretare e trasferire gli ideali, l’etica, gli scopi e le mete del gruppo a beneficio del gruppo stesso. Deve guidare e persuadere i suoi collaboratori a produrre i migliori sforzi verso tali scopi.

  2. Il leader deve proteggere tutti i canali che permettono una comunicazione fluida tra i vari collaboratori e le differenti parti della sua azienda.

  3. Il leader deve difendere il livello e la qualità del feeling che esiste sotto forma d’armonia e di spirito di collaborazione tra i vari collaboratori e i gruppi di lavoro. Lui stesso deve lavorare per creare un forte feeling con ogni collaboratore.

  4. Il leader deve sempre lavorare per ricercare il più alto livello d’accordo tra le varie parti della sua azienda. Il suo sforzo deve essere diretto a trovare creativamente dei sistemi che producano accordo tra le parti del gruppo.

  5. Il leader deve fare in modo che i suoi collaboratori si facciano carico di trasferire fedelmente i suoi veri sentimenti e le ragioni delle sue decisioni nella maniera più cristallina possibile così da accrescere la comprensione di tutti i collaboratori su una sfera più ampia.

Appare chiaro come il sole che la capacità relazionale del leader sia di un’importanza vitale per la crescita e la prosperità del gruppo.

Un leader può immediatamente migliorare il clima aziendale e la sua efficienza generale allacciando e mantenendo aperte le comunicazioni tra i vari settori dell’azienda (creando momenti d’incontro e di scambio comune d’informazioni), tra i vari collaboratori (attraverso le riunioni e un coinvolgimento attivo nelle riunioni stesse) tra tutte le persone del gruppo (tramite il contatto personale e le riunioni generali).

Perché il leader sa molto bene che in un vero gruppo i canali di comunicazione che aiutano lo scambio reciproco d’informazioni, dati e supporto tra le persone sono letteralmente sacre.

Un buon leader si assicura che i canali e le occasioni di coinvolgimento non vengano utilizzati per diffondere turbamento o cattiverie. Sa molto bene che nella misura in cui permetterà una tale situazione i canali stessi alla fine s’intaseranno e cesseranno di esistere. Il leader è consapevole del fatto che tali canali e momenti d’incontro non devono essere caricati di troppe parole e poca sostanza altrimenti il rischio sarà la perdita di tali canali e l’assenteismo alle occasioni di incontro.

I canali più importanti all’interno di un’azienda non sono quelli in cui vengono fissare le procedure o le operatività pratiche. La maggior parte dei manager, però, è convinta del contrario. Essendo legati così strettamente alla gestione e ai numeri nonché alle cose concrete essi si convincono che tali canali e processi siano quelli decisivi.

L’esperienza invece ci dice esattamente il contrario.

I canali più importanti di un’azienda sono quelli che permettono lo cambio d’idee, il confronto, la creatività, il coordinamento, l’aiuto e la positività. Sono quei momenti e occasioni che permettono la condivisione delle mete dal leader al gruppo e viceversa.

Il gruppo stesso che compone l’azienda possiede un diritto al di sopra di tutti gli altri diritti sanciti persino nei contratti di lavoro: HA IL DIRITTO DI AVERE UN MANAGEMENT CHE PERMETTA FEELING, ACCORDO E COMUNICAZIONE ALL’INTERNO DELL’AZIENDA.

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