RIDURRE I COSTI

Dalla fine del 2008 è diventato un obbligo avere i costi aziendali sotto controllo. Non solo. Serve avere la capacità di capire e di realizzare una struttura snella che si adatta velocemente ai cambiamenti e in grado di offrire delle prestazioni di elevata qualità.

Insomma, la sfida è sempre più difficile e pressante.

L’abilità economico finanziaria oggi richiesta ad un imprenditore della PMI è di livello superiore. È proprio finita l’epoca nella quale era sufficiente “l’occhio del padrone per ingrassare la bestia”. È terminata quella fase in cui la semplice occhiata del “padrone” permetteva di capire al volo come girassero le cose e se si guadagnava o si perdeva. Oggi la chiamano “financial expertise” quella disciplina di interpretare il cruscotto aziendale dei costi, ricarichi, margini e via discorrendo che sono indispensabili al buon controllo di gestione. I commercialisti sono passati dall’essere principalmente dei fiscalisti, a diventare esperti della buona gestione d’azienda altrimenti corrono il rischio di non essere più veramente di aiuto agli imprenditori.

Ridurre i costi fissi, ridurre i costi diretti e indiretti, ridurre i costi del personale, ridurre i costi di vendita, di produzione. Una costante riduzione che, ed è questo il mio messaggio forte, non deve tradursi in una riduzione di idee e di progetti e di qualità delle persone. Ho ascoltato alcuni giorni or sono una mia amica e collega di OSM che in un passaggio di un suo intervento recitava: “TROPPO FREQUENTEMENTE LE AZIENDE ABBASSANO I PROPRI OBBIETTIVI ALLA QUALITÁ DEI COLLABORATORI PRESENTI IN AZIENDA. I POCHI CHE CRESCONO FANNO L’INVERSO. CERCANO COLLABORATORI DALLA QUALITÁ SUPERIORE PER REALIZZARE OBBIETTIVI AMBIZIOSI”. Sono rimasto folgorato. Ma quanto è vero!

In periodi economici duri e difficili serve tanta iniziativa e tanto coraggio. È fin troppo semplice appiattirsi sullo standard della media e ritirarsi diventando specialisti della “riduzione”. Ma chi fa impresa sa molto bene che limitarsi a ridurre aiuta ma non è utile a realizzare obbiettivi importanti. Se si sposa solamente la politica della riduzione si smette di essere imprenditori e si comincia a diventare ragionieri o commercialisti. Figure sicuramente nobili ma che mancano di norma, per forma mentis, di quella intraprendenza e di quella sana pazzia necessaria a chi vuole essere il creatore di qualcosa che ancora non c’è. Il DNA dell’imprenditore è un composto di coraggio, creatività, follia, determinazione, disciplina ed entusiasmo sognante. Servirà sicuramente un buon brain storming (tempesta di cervelli) per individuare e capire come ottimizzare risorse e costi, ma serve ancora di più un “heart storming” (tempesta di cuori) per far emergere quella straordinaria vitalità che è indispensabile in momenti come questi.

3 pensieri riguardo “RIDURRE I COSTI

  1. L’articolo “Ridurre i costi” l’ho trovato molto vero, molto attuale.
    Spesso l’imprenditore deve combattere, nel vero senso della parola, lotta contro i numeri, intesi come costi. sicuramente non è facile. A volte i cosiddetti costi fissi vanno “smussati”, “tagliati”, però in questa lotta si può correre il rischio di perdere di vista che abbiamo a che fare con persone, che hanno voglia di metttersi in giorco, che sono lì per amore dell’azienda, che ne hanno sposato gli ideali. Ritengo che non sempre sia la soluzione, in momenti di difficoltà si deve rimanere uniti e far uscire il meglio da ognuno.

  2. Parole sante! Mi permetto di segnalare che grazie all’esplosione del Cloud Compuntig si sono aperte prospettive di innovazione e di altrettanto risparmio di costi sorprendente, un binomio che spesso non va propriamente nella stessa direzione.

    Prendete le Google Apps (mi permetto di citarle perchè le propongo quotidianamente alle aziende); un’azienda si può liberare della gestione di un file server e di un server di posta aggiungendo peraltro applicazioni di lavoro innovative e il prezzo è davvero ridicolo grazie all’economia di scala del cloud.

    Approfondimenti su: http://www.subitocloud.com

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